Tre perle preziose brillano di prima grandezza tra le opere pittoriche contenute in basilica.
Tiziano illumino' d'eterno il luminoso presbiterio quando, sull'altare consacrato il 13 febbraio 1469, il 19 maggio 1518, due anni dopo l'inizio dell'opera commissionatagli dal superiore del convento, Fra Germano da Casale, colloco' la grandiosa pala dell'
Assunta, che il Canova definiva il piu' bel quadro del mondo.
Lo stesso Tiziano dipinse tra il 1519 ed il 1526 la
Madonna di Ca' Pesaro definita "...uno dei capolavori dell'arte tizianesca", "...una delle pietre miliari nel cammino della pittura veneziana", "...un miracolo della pittura" per la genialita' della prospettiva, lo splendore del colore, la perfezione del disegno e la potenza espressiva dei ritratti.
La terza perla si puo' gustare nella sagrestia della basilica. Nella bellissima cornice lignea, intarsiata da Jacopo da Faenza, lo sguardo e' attratto dall'incantevole trittico di
Giovanni Bellini posto sull'altare. E' firmato e datato
Joannes Bellinus F. 1488. Una Madonna con il bambino e, nei due scomparti laterali, quattro santi. Due bellissimi e riccioluti angioletti sembrano
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allietare la composizione pittorica con i loro strumenti musicali. Una maternita' definita "...l'opera piu' dolce che sia stata fatta per gli altari".
Rimanendo nella sagrestia si puo' ammirare una pregevole opera di
Paolo Veneziano (attivo tra il 1320 ca. ed il 1362) che rappresenta San Francesco e San Elisabetta d'Ungheria che presentano alla Vergine il doge Francesco Dandolo e la dogaressa (1339). Sulla parete sinistra tele della scuola di
Bonifacio de' Pitati (sec. XVI), un
orologio intagliato in legno di cipresso di Francesco Pianta ed una Pieta' del tizianesco
Nicolo' Frangipane.
Nella parete destra, dopo un lavabo di scuola lombardesca, una pregevole
tavola che rappresenta Maria, madre della Misericordia (anonimo veneziano del 1400).
La basilica possiede
17 altari abbelliti da pale di artisti illustri. Spiccano, oltre le citate, il
Trittico della cappella di
San Marco (1474) ed il
polittico della
cappella Bernardo (1482) dipinti da
Bartolomeo Vivarini, opere di "...forte stilizzazione e di vigorosa policromia".
Grandiosa la pala d'altare della Cappella dei Milanesi dipinta da
Alvise Vivarini, ma terminata, in tono minore, da Marco Basaiti.
Andrea Michieli,
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detto il Vicentino e scolaro di Palma il giovane, qui ha lasciato innumerevoli tele. Il capolavoro di
Bernardino Licinio (1524) fa da cornice all'altare di Santi Francescani raffigurante una Madonna con il Bambino in braccio ed attorniata da numerosi Santi. Capolavori che non devono distrarci da altre belle tele.
Jacopo Palma il Giovane ha raffigurato il "Martirio di San Caterina d'Alessandria";
Giuseppe Nogari dipinse "San Giuseppe da Copertino in estasi";
Giuseppe Porta detto il Salviati firmo' la tela "Presentazione di Gesu' al tempio" (1548).
Francesco Rosa rappresenta, su una parete della cappella di Sant'Antonio, un Miracolo di Sant'Antonio. Sulla facciata interna, libera dai monumenti, otto tele di
Flaminio Floriani, imitatore del Tintoretto, narrano alcuni miracoli di Sant'Antonio. Altro pezzo raro, totalmente ricuperato con un accurato restauro in questo scorcio di secolo, e' il
crocifisso duecentesco, probabile opera pittorica commissionata dai frati nella seconda meta' del 200 per essere appesa al centro del presbiterio della seconda chiesa. Oggi e' posto a sinistra dell'altare maggiore.
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