La stessa basilica potrebbe essere definita un miracolo di scultura che si erge, quasi emergendo da un sogno, per addobbare il "campo dei Frari". Materia fittile, quale il cotto, si amalgama alla pietra d'Istria dando movimento e slancio alla costruzione che all'esterno e' arricchita da portali archiacuti finemente traforati in pietra rossa di Verona con pilieri e pinnacoli bizantineggianti in pietra bianca d'Istria. Incastonano i portali antichi bassorilievi.
La grandiosa e caratteristica facciata, in stile tardo gotico, e' tripartita da tenui pilastri, ornati alla sommita' da edicolette con colonnine e capitelli di stile veneto-bizantino.
La porta di San Marco conserva uno splendido bassorilievo che rappresenta la
Vergine in trono che trattiene il Bambino ed e' attorniata da due angeli ricciuti. E' attribuita al Maestro della Cappella dei Mascoli di San Marco. Sulla porta, che immette nella Cappella di San Pietro, domina l'apostolo Pietro e, sul vertice il Redentore, opera attribuita ai
Dalle Masegne che scolpirono anche la pala marmorea per l'altare. Il grande portale archiacuto, formato da fasci di colonne e da pilieri, e' un bell'esempio dell'arte gotico-fiorita veneziana.
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Sulla sommita' la bella statua del Cristo Risorto di
Alessandro Vittoria (1581); sul piliere sinistro la Vergine e su quello destro San Francesco, opere vigorose di
Bartolomeo Bon (sec. XV). Nella lunetta un deteriorato e quasi scomparso affresco di
Gaetano Zompini (sec. XVIII) rappresenta l'Immacolata in mezzo ad uno stuolo di angeli.
Corrispondenti alle tre navate si aprono tre finestroni circolari in pietra d'Istria; piu' grande quello della navata centrale, quello di sinistra con sulla cornice scolpito il leone di Venezia e il giglio di Firenze, quello di destra con mezza figura di Sant'Antonio. Una ricca cornice in cotto, sostenuta da archetti a sesto acuto, corre lungo i fianchi della basilica. Al di sopra della cornice sulla facciata si innalza un coronamento a lobi di dolcissima curva poggianti su pilastrini. Il coronamento, comune anche ad altre chiese della citta', ingentilisce ancor piu' la grandiosa mole della facciata.
All'interno la basilica contiene numerose opere scultoree che vanno dai
monumenti trecenteschi ad Arnolfo d'Este (1337), e a Duccio Alberti (1336) per proseguire con il primo esempio di
monumento equestre dedicato a Paolo Savelli (1405) ed attribuito al senese Jacopo della Quercia.
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Spiccano sui due lati del presbiterio ,a sinistra, il rinascimentale
monumento funebre in onore del doge
Nicolo' Tron scolpito dal veronese
Antonio Rizzo; mentre, a destra, lo splendore del gotico fiorito si sposa stupendamente con l'armonia del Rinascimento nel
monumento per il
doge Francesco Foscari. Il monumento, realizzato alla fine del sec. XV e' opera di
Nicolo' di Giovanni Fiorentino.
Lorenzo Bregno curo' la cornice e le statue sovrastanti la pala dell'Assunta di Tiziano.
In basilica lasciarono opere importanti anche
Pietro e Tullio Lombardo,
Baldassarre Longhena che progetto' ben tre costruzioni: l'altare di Sant'Antonio, del Crocifisso ed il grandioso monumento barocco al doge Giovanni Pesaro. Decorarono la basilica con opere illustri anche
Baccio da Montelupo,
Nanni di Bartolo detto il Rosso, che e' autore del monumento in cotto al beato Pacifico;
Bartolomeo Bellano,
Giammaria Mosca,
Giovanni Buora,
Girolamo Campagna e
Francesco Penso detto Cabianca.
Due grandiosi
monumenti ottocenteschi, che nel bianco candore del marmo, sono poco in sintonia con la calda tonalita' del cotto, ricordano il sommo
Tiziano e lo scultore
Antonio Canova.
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Due pregevoli opere si distaccano con un colpo d'ala artistico dalla miriade di altre sculture che disseminano la basilica e sono meritevoli d'attenzione: il
San Giovanni Battista di
Jacopo Tatti detto il Sansovino, opera firmata dal grande maestro fiorentino (1554), ed il
San Girolamo (1564) di
Alessandro Vittoria definita dal Fogolari "...una delle opere piu' famose del cinquecento" per l'espressione michelangiolesca, il realismo anatomico, la forza.
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