Crocifisso

Il crocifisso, ben visibile da lontano, sovrasta l’entrata dagli stalli del coro. Normalmente la soglia dei septi corali era sovrastata da un Calvario: infatti accanto al Crocifisso ci sono le figure, in pietra d’Istria, della Madonna e di San Giovanni Evangelista dolenti.
Studi recenti attribuiscono l’opera ad un intagliatore veneziano. Con molta probabilità il Crocifisso dei Frari per bellezza e importanza deve aver fatto da modello per molti altri crocifissi simili a Venezia e nel Veneto.
L’autore ha saputo sottolineare la dolcezza del volto tramite la compostezza dei lineamenti e l’estrema sofferenza di Gesù in croce attraverso particolari come la punta della spine conficcate nella carne che penetrano nella pelle come rialzandola.

Monumento al Doge Francesco Dandolo

La sala del Capitolo era destinata alla riunione dei frati. Dopo i radicali restauri del novecento, unico monumento rimasto è quello del doge Francesco Dandolo (1329-1339). Egli giace in un’urna di stile bizantino, un tempo totalmente dorata, nel cui prospetto si ammira il transito della Vergine circondata dagli apostoli. Al centro dell’opera scultorea è raffigurato il Redentore che porta in cielo l’anima di Maria sotto forma di una bambina in fasce, mentre lateralmente sono raffigurati due angeli e i simboli degli evangelisti s. Marco e s. Giovanni.