Altare di san Pietro

Sulla navata sinistra si apre la Cappella di san Pietro detta Emiliani per essere stata eretta su commissione del vescovo di Vicenza, Pietro Emiliani, tra gli anni 1432 e 1434. Sull’altare la pala marmorea (m 3,85 x 3,13) con la Vergine e nove santi è ripartita in due ordini e scolpiti da discepoli della bottega dei Dalle Masegne. Nell’ordine superiore sono rappresentati, da sinistra, S. Lucia, S. Caterina d’Alessandria, la Vergine con il Bambino, S. Maria Maddalena, S. Chiara. In quello inferiore: S. Girolamo, S. Giovanni Battista, S. Pietro Apostolo, S. Giacomo Maggiore, S. Francesco d’Assisi.

San Girolamo

Il celebre S. Girolamo di marmo, S. Giovani Battista Battista, S. Pietro, S. Andrea e S. Leonardo, in stucco, e sul frontone superiore le due sibille coricate, che rammentano nella loro posizione le celebri statue di Michelangelo esistenti nella sacrestia di S. Lorenzo a Firenze rappresentano le creazioni più importanti dell’artista negli anni tra il 1560 e il 1575. In esse il Vittoria sembra aver trovato la sua vena più genuina. Il S. Girolamo fu definito “una delle opere più famose del cinquecento” (Fogolari), una scultura michelangiolesca. L’espressione, il realismo anatomico, la forza e la finezza testimoniano la potenza introspettiva dell’artista. Sullo zoccolo che sostiene la statua e sulle Sibille del frontone è inciso: “ALEXANDER VICTORIA FACIEBAT”.

San Giovanni Battista

L’acquasantiera, donata alla chiesa da Daniele Giustiniani nel 1721 fu trasformata in vasca battesimale ponendovi sopra la statua marmorea di S. Giovanni Battista, una tra le opere più ispirate di Jacopo Tatti detto il Sansovino. Gli studiosi datano l’inizio del capolavoro tra il 1534-1537, e terminato entro il 1540. Nel marmo è inciso: “Iacobus Sansovinus Florentinus faciebat”. Il Mariacher scrive: “Il gusto raffinato per la minuzia e la perfezione tecnica si afferma già con evidente compiacenza, non soltanto nel corpo umano, ma altresì nei motivi vegetali del tronco di albero, nella villosa pelle che riveste il Santo, nei particolari curati con magistrale finezza”.

Altare delle Reliquie

È un ricco altare barocco nel cui tabernacolo è riposta una delle reliquie più insigni di Venezia: il Preziosissimo Sangue di Cristo. Entro un vaso di cristallo c’è un po’ di balsamo a cui si erano frammiste alcune gocce del sangue di Cristo raccolte da Maria Maddalena. La reliquia, molto venerata a S. Cristina di Costantinopoli, nel 1479 giunse in possesso di Melchiorre Trevisan, generalissimo di mare, che, al suo ritorno dall’Oriente, la donò alla chiesa dei Frari (19 marzo 1480). L’altare commissionato da P. Antonio Pittoni del convento dei Frari, e, come si legge nell’iscrizione incisa nel marmo nero e posta alla base del monumentale altare, completato nel 1711. I tre bassorilievi sono in marmo di Carrara, opera del veneziano Francesco Penso detto Cabianca (c. 1665-1737). Belle le pose drammatiche e movimentate dei personaggi che affollano le scene della Crocifissione: il Cristo, al centro della scena, è attorniato dai due ladroni, uno dei quali penzola scomposto nella morte. Vibrante la scena del cavallo, che, in primo piano, scarta e disequilibra il soldato romano. La Madonna, svenuta, è sorretta da una delle pie donne, mentre un’altra compiange il Cristo. Nella scena della Deposizione il grappolo di personaggi, allargato alla base, si assottiglia con l’uomo che si inerpica sulla scala per calare con un lenzuolo il corpo esanime del Cristo. Nella Sepoltura, mentre due uomini stanno spostando la lastra di marmo che ricopre il sepolcro, altri due depositano il Cristo su un lenzuolo mentre la Madre piange il Figlio morto. Sei angioletti contornano, al centro ed ai lati, la scena. Sulla sommità del baldacchino dorato un angelo regge il sudario con impresso il volto di Cristo, mentre due angeli, alle due estremità, reggono le lampade votive. Queste statue di legno sono del grande intagliatore bellunese Andrea Brustolon (1662-1732).